Quando un libro ti mostra il cammino

quando un libro ti mostra il cammino

Ho tirato fuori dagli scatoloni le fotografie. Ce n’è una in particolare, alla quale sono molto legata.

Avevo vent’anni.
Misi un anello con tre piccoli brillantini: erano i miei desideri, le mie ambizioni. Il primo era laurearmi, il secondo diventare giornalista, il terzo poter avere una casa tutta per me.

I primi due erano debiti di riconoscenza con la mia famiglia. Avevo scelto di essere altro da quello che loro avrebbero voluto fossi, così, in qualche modo, li avevo dovuti ripagare.

Ma nel terzo era evidente il mio desiderio di vivere al di fuori del ferreo controllo della famiglia, che spera sempre qualcosa d’importante per i suoi figli.
Volevo vivere accendendo incensi indiani e collezionando tè, girando a piedi nudi e circondandomi di animali.

Desideravo una casa con tutta me stessa, una conchiglia che potesse contenere i miei sogni, un nido al quale tornare, un porto sicuro al riparo dalla tempesta.

Quella vita da brava figlia unica non mi bastava più, ero diventata estranea a me stessa, lavoravo per non pensare, bruciavo il tempo nell’inutilità, ciondolavo tra la casa e l’ufficio, senza più uno spazio né mentale né fisico per l’anima.

quando un libro ti mostra il cammino3

Arriva un momento nella vita in cui è necessario affrontare il proprio drago interiore: la paura di crescere. Bisogna vincere o essere divorati.

Ero perduta nell’inutilità, giravo come una trottola impazzita, ricoprendo ruoli sempre diversi e non confacenti alla mia natura, dovevo essere colei che salva e consola, che nutre e fascia le ferite, colei che dà e non chiede, che si sacrifica, che lotta e combatte, che vince.

Sprecavo la vita nell’assenza di emozioni, amavo solo poeti morti e gatti pelosi, e lentamente il veleno s’insinuava in me, inoculato ogni giorno dall’abitudine, dalla noia.

E quando stavo ormai per soffocare, incontrai un libro a segnarmi il cammino…

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