Mi regalate qualche bacca?

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Mi avete chiesto di parlare ancora del Roseto che non c’è, e vi accontento, felice di potervi dare qualche spunto. Non sono lezioni, beninteso, ma solo il racconto della mia esperienza. Tentativi e tentativi. Sbagli, errori, fallimenti, e casualità, alla ricerca della MIA rosa.
Come vi raccontavo ieri, ho tolto i semi dai cinorrodi sconosciuti. I cinorrodi che ho trovato ancora sulle piante presenti in questo giardino erano già vernalizzati, cioè avevano preso una gelata.

Quelli del centrotavola li ho lasciati un giorno in acqua con un cucchiaino di candeggina, per disinfettarli ed evitare formazione di muffe, li ho asciugati e messi in freezer per una settimana. I semi delle rose devono subire il freddo per poter germogliare.
A volte anche noi dobbiamo attraversare momenti bui per ritrovare la nostra luce interiore…

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Nel giardinaggio come nella vita, io sono per imitare il più possibile Madre Natura. Ho messo i semi in una cassetta di polistirolo (quelle che hanno i pescivendoli), ho bagnato bene la terra, seminato, coperto con una vecchia finestra e li ho lasciati fuori.
Lo scorso anno le semine sono rimaste quasi un mese sotto la neve.

Mi si dice che è per questo motivo che sono passati due mesi per vederle fiorire, perchè pare che la temperatura debba essere tra i 15 e 20 gradi, e in una ventina di giorni dovrebbero nascere le piantine. Ma non ho fretta.

Anche quest’anno ho seminato a capodanno. Ma sto sperimentando semine diverse, progressive, ogni mese. Seminerò un altro contenitore i primi di febbraio e un altro i primi di marzo. E sarò immensamente grata a chiunque voglia donarmi le rosse bacche delle rose…