Le cose non toccano l’anima

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Un esercizio che ripeto spesso è mettere in discussione le mie convinzioni. Ritengo che si possa crescere solamente superando i nostri limiti, e le convinzioni possono diventare limiti giganteschi.

Da mesi rifletto sull’opportunità di compiere un’azione che mi proietterà velocemente fuori dalla mia “zona di comfort”, di iniziare un’attività ex novo, in apparente contrasto con ciò che ho fatto fino ad ora.

A volte l’ansia di un possibile fallimento mi assale, così come la rabbia per certi torti che ritengo di avere subito. Poi però mi rendo conto che non sono le cose in sé a presentare rischi o a essere negative, quanto le mie convinzioni di non essere capace, di non potermi mettere in gioco nuovamente, di non farcela, di non avere abbastanza forze, conoscenze tecniche, esperienza, coraggio…

Poi penso alle parole di Marco Aurelio: “Le cose non toccano l’anima” e mi rassereno.

Cambiando il mio atteggiamento, mutando la mia convinzione, sarò in grado di approcciare razionalmente anche ciò che più mi spaventa.

E se la nuova avventura andrà male, nulla potrà toccare l’anima di ciò che mi circonda: io sarò sempre la stessa, le rose del mio giardino continueranno a fiorire, e i gatti a dormire tranquilli davanti al camino.

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