La riconoscenza delle brugmansie

458  La riconoscenza delle brugmansie 16 lug

La mia giornata inizia con un caffè, una sigaretta e un giro in giardino. Ogni mattina faccio il giro della casa, controllo le fioriture, saluto le mie amiche verdi.
Oggi è toccato alle brugmansie.

Anni fa mi regalarono una sola, enorme pianta di brugmansia gialla. Era così grande che non entrava dalla porticina sul retro della casa di Blello, così l’inverno la dovetti lasciare fuori, fasciata come un neonato.
Purtroppo il gelo la uccise. Ero molto triste, il tronco spoglio era bello, e decisi, invece di buttarlo, di utilizzarlo per far arrampicare i nasturzi.
Con mia grande sorpresa, la radice cacciò, in primavera, una quindicina di polloni, che subito travasai.

Le sopravvissute divennero il simbolo della mia vita: anche loro erano passate per un gelido periodo di dolore, anche loro avevano perduto la madre. Anche loro erano sopravvissute.

Quando lasciai la casa di Blello, che ora è in vendita, non potei portarle con me e le lasciai in taverna. Pensavo continuamente a loro, telefonavo alla persona che avrebbe dovuto innaffiarle e preoccuparsene, e più volte andai fin su solo per vedere come stavano.

Quando trovai finalmente il casaletto che è diventato Casa Rangoni, la prima cosa che feci fu di correre su a Blello e potarle severamente per farle entrare in macchina e portarle qui.Organizzai un giro con un furgone, lasciando dei mobili pur di farci stare le mie amate brugmansie.
Sono molto provate da un anno di abbandono e incuria, ma si stanno lentamente riprendendo.

Ho fatto talee dei rami potati, e una di loro è fiorita. Il fatto di vedere quel meraviglioso fiore a tromba più grande della pianta che lo ha generato mi ha commossa nel profondo.

Si sopravvive a tutto, se si ha la forza di essere grati, qualsiasi cosa succeda…

(se volete informazioni sulla casa di Blello, cliccate qui: http://laurarangoni.wix.com/villarangoni)