La fatica di non essere se stessi

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Mi domando sempre più spesso a cosa serva affannarsi per raggiungere ogni volta nuovi, difficili obiettivi di carriera e di guadagno.

Da luglio a oggi, i miei obiettivi si sono rivelati molto semplici, anche banali a volte. Fare talee di rose, innaffiare i pomodori nell’orto, riordinare vecchie fotografie, leggere libri che da anni giacciono a prendere polvere, chiacchierare con le persone, passeggiare in giardino al tramonto.

Ho focalizzato tutta la mia attenzione su un unico obiettivo: essere serena.

Ho scartato dalla mia vita, per quanto possibile, la maggior parte delle fonti di ansia, rabbia, tristezza.

Ho rinunciato al tacco 12, e devo confessarvi che in ciabatte si sta davvero molto meglio.

Se pensassimo di più a essere e meno ad apparire, se ci liberassimo delle maschere che portiamo, del falso sé che mostriamo al mondo per essere accettati e amati, staremmo meglio.

Essere all’altezza del personaggio che ci siamo costruiti è faticoso, inutile e spesso controproducente.

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