Il silenzio, la tristezza, l’attesa del prossimo sorriso

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Avevo poche parole da dire. Ho taciuto a lungo perché ho pensato a lungo.

Ritengo che si possa dire qualcosa di valido solamente se si riesce prima a pensare qualcosa che vale la pena sia detto.

Alcuni lo chiamano blocco dello scrittore, altri pausa di riflessione.

Da quando la mia adorata Morgana mi ha lasciata, e un dolore sordo che risuona nel vuoto della sua assenza scandisce le mie giornate, sono tornate le parole.

Scrivere è sempre stata la mia salvezza, nei momenti tragici e amari della vita.

Scrivere, e coltivare il giardino.

Ma è inverno, e non mi resta che aggrapparmi alle parole, confidando nella benevolenza dei miei lettori, che sono accorsi in massa a consolarmi.

Sono ancora qui, più triste di prima, ma non ho perso la speranza di ritrovare il sorriso. Tornerà la primavera…

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