Il filo rosso

144 Il filo rosso 24 luglio
Sono fermamente convinta che esista un filo rosso che collega ogni cosa, che sottende a tutte le tradizioni culturali e alle filosofie, e che sta tornando alla luce grazie ai gruppi olistici di ricerca. Noi siamo parte di quel filo rosso, ogni nostra azione si connette con le forze universali, delle quali siamo una infinitesimale parte.

Credo fortemente che la divinità, ciò che percepisco come “senso del sacro” sia immanente nella Natura, e che abbia al suo interno una dualità fondamentale: ogni cosa contiene il suo opposto.

Per me non è stato un percorso facile, poiché sono partita da studi universitari sui movimenti ereticali femminili. Mi sono laureata con una tesi sull’uso della tortura nei processi per stregoneria, guidata da una serie di professori illuminati: Attilio Agnoletto, che aveva la cattedra di Storia del cristianesimo, Giorgio Galli, Dottrine Politiche, e Luciano Parinetto, Filosofia Morale.

A loro va la mia eterna riconoscenza, poichè grazie a loro ho capito che una divinità punitiva e severa che accetta gli uomini solamente quando compiono una sua volontà, e che minaccia terribili pene per coloro che non sottostanno alle sue leggi non faceva per me.

Grazie a loro ho capito che non ho bisogno di credere in qualche cosa di dogmatico, so, poiché lo percepisco, che la natura tutta è sacra, e che l’immanenza del “divino” non ha bisogno di prove né di miracoli. Semplicemente, è.

 

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